Ogni progetto nasce quando qualcuno ci aiuta a vedere ciò che, da soli, non riusciamo ancora a immaginare.

Ci sono momenti in cui la differenza non la fa una tecnica. La fa uno sguardo. Ogni professionista osserva il mondo attraverso l’esperienza che ha costruito negli anni. È un po’ come indossare un paio di occhiali. Attraverso quelle lenti il clinico riesce a vedere possibilità, equilibri e soluzioni che il paziente, comprensibilmente, non può ancora immaginare. Per questo Vincenzo ha sempre lavorato seguendo un principio molto semplice.

Guardare la fine per progettare l’inizio.

Non è uno slogan, è il suo modo di fare odontoiatria. Prima ancora di iniziare un trattamento, cerca di restituire al paziente il suo punto di vista. Per un momento è come se si togliesse gli occhiali e li porgesse a chi ha davanti. “Guarda quello che vedo io.” “Immagina quello che possiamo costruire insieme.” Solo dopo nasce il progetto. Perché un paziente non dovrebbe scegliere un trattamento senza aver prima compreso dove quel percorso può portarlo. È da questa idea che nasce Resmile.

Dalla volontà di restituire al clinico il ruolo di progettista del sorriso e al paziente la possibilità di vedere, comprendere e condividere ogni scelta prima ancora che venga realizzata. Negli anni questa ricerca si è trasformata in un metodo. Un metodo che unisce progettazione digitale, minima invasività e predicibilità. Ma, soprattutto, un metodo che restituisce al paziente qualcosa di ancora più importante. La possibilità di partecipare, di osservare, di scegliere, di riconoscersi. Per noi un sorriso non inizia quando viene ricostruito. Inizia molto prima. Nel momento in cui una persona riesce finalmente a vedere ciò che, fino al giorno prima, non riusciva ancora a immaginare. Per questo Resmile non nasce per costruire denti. Nasce per costruire una visione condivisa, perché i denti sono il mezzo.

Il vero obiettivo è permettere a una persona di stare meglio con sé stessa, senza rinunciare alla propria identità.

Ogni sorriso racconta una storia.

Ogni progetto Resmile nasce nello stesso modo: con un clinico che immagina la destinazione e con un paziente che, per la prima volta, riesce a vederla insieme a lui.ne con approfondimenti chiave

Antonia Nappi


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