di Antonia Nappi

Ci sono attese che appartengono alla vita, e poi ci sono attese che, senza accorgercene, iniziano a cambiare il modo in cui sorridiamo. Questa è la storia di una ragazza che ha aspettato a lungo il momento giusto e che ha scoperto che, a volte, non è necessario aspettare la fine di un percorso per ricominciare a sorridere.
Non è mai stata soltanto una questione di forma: “Dottore, per me è una questione di attesa.” È una frase che mi è rimasta dentro, perché alcune attese durano mesi altre durano una vita. Lei era nata con un’agenesia multipla. Alcuni denti non si erano mai sviluppati, altri erano semplicemente troppo piccoli. Quegli spazi avevano sempre raccontato una parte della sua storia, aveva imparato a sorridere lo stesso non perché non li vedesse non perché gli sguardi degli altri non le facessero male. Ma perché, a un certo punto, aveva imparato a conviverci. Le avevano sempre detto che sarebbe arrivato il momento giusto. Prima la crescita, poi l’ortodonzia, poi gli impianti, poi la riabilitazione definitiva … sempre dopo … sempre più avanti. Quando è entrata nel nostro studio pensava di dover aspettare ancora. È iniziato tutto con una domanda. “E se nel frattempo ti facessimo sorridere?” Ci ha guardati con un’espressione che difficilmente dimenticherò: – C’era stupore – C’era incredulità. E, soprattutto, c’era una speranza che non voleva ancora concedersi. “Ma… si può?” “Certo.” “Si chiama Resmile.” Non ricordo molto di quello che ci siamo detti nei minuti successivi. Ricordo i suoi occhi, ricordo quel sorriso che cercava il coraggio di uscire,ricordo l’emozione che, silenziosamente, aveva riempito la stanza.
Oggi il suo percorso odontoiatrico è ancora in costruzione. Stiamo progettando ogni dettaglio della riabilitazione definitiva. Ci sono tempi biologici che devono essere rispettati.
Nel suo caso alcuni denti da latte sono ancora presenti e, proprio perché conservano le loro radici naturali, continuano a preservare l’osso che un domani accoglierà gli impianti. Estrarli oggi significherebbe anticipare un passaggio che la natura, invece, ci chiede di affrontare con pazienza.
Per questo abbiamo scelto di non avere fretta, oggi quei denti sono ancora lì, funzionano sono stati trasformati, valorizzati e integrati nel suo sorriso. Quando arriverà il momento, ci occuperemo anche del resto, perché, quando è possibile, la natura non va sostituita va accompagnata. Ma ci sono altri tempi che, quel giorno, abbiamo deciso di non rimandare più. Quelli emotivi. Perché alcune persone non hanno bisogno soltanto di un nuovo sorriso. Hanno bisogno di smettere di aspettare per iniziare a viverlo. Oggi lei è ancora in attesa della sua riabilitazione definitiva, ma non è più in attesa di sorridere, lo fa già. Ed è forse questo il cambiamento più importante.
Ogni sorriso racconta una storia.
A volte la trasformazione più grande non coincide con la fine di un trattamento. Comincia il giorno in cui una persona scopre che, mentre la medicina continua a rispettare i suoi tempi, il cuore può già ricominciare a sorridere.

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