
Ogni metodo nasce da una domanda.
La nostra era semplice.
È possibile mantenere tutta la qualità della restaurativa estetica diretta, riducendo la complessità operativa e aumentando la prevedibilità del risultato?
Per anni la risposta è sembrata essere una scelta obbligata.
Da una parte la restaurativa tradizionale, affidata completamente alla manualità dell’operatore.
Dall’altra tecniche guidate che semplificavano alcuni passaggi, ma non permettevano ancora un reale controllo della forma, della stratificazione e della caratterizzazione estetica.
Resmile nasce proprio dall’esigenza di superare questa contrapposizione.
Non sostituire il clinico.
Ma offrirgli un metodo capace di trasferire nel restauro tutta la fase progettuale prima ancora dell’inizio del trattamento.
Il progetto diventa così il vero centro del lavoro.
Prima viene studiata la morfologia.
Successivamente vengono analizzati colori, volumi, texture, traslucenze e distribuzione delle masse composite.
Solo dopo questa fase prende forma il workflow clinico.
La progettazione digitale genera una serie di modelli intermedi che permettono di programmare la stratificazione anatomica e biomimetica, fino ad arrivare al modello definitivo dal quale vengono realizzati i template di trasferimento. In questo modo il restauro viene costruito seguendo una sequenza pianificata e non improvvisata. Le immagini dell’articolo mostrano proprio questa evoluzione: dalla copia digitale del dente controlaterale, ai modelli intermedi, fino ai template termoformati e alla ricostruzione finale.
È questa la vera novità introdotta da Resmile.
La tecnica non comincia quando il composito entra in bocca.
Comincia molto prima.
Comincia nella progettazione.
Per questo motivo il Digital Smile Design non viene utilizzato soltanto come strumento di comunicazione con il paziente, ma diventa il punto di partenza dell’intero workflow restaurativo.
Ogni fase successiva deriva direttamente da quella progettazione iniziale.
Il clinico non deve più interpretare continuamente ciò che aveva immaginato.
Lo trasferisce.
Con precisione.
Con controllo.
Con ripetibilità.
L’articolo descrive inoltre un concetto che oggi rappresenta uno dei pilastri della filosofia Resmile: la calibrazione preventiva delle masse composite.
Non si costruisce semplicemente un restauro.
Si programma in anticipo dove dovranno essere collocati smalti, dentine, opalescenze e traslucenze, trasformando una procedura altamente operatore-dipendente in un workflow guidato.
Da qui nasce anche il nome che oggi identifica il metodo.
Digital Restorative Template (DRT).
Non una semplice mascherina.
Ma uno strumento progettuale capace di trasferire in maniera fedele tutto ciò che è stato pianificato digitalmente.
Guardando oggi quelle pagine, molte delle idee raccontate sono diventate parte integrante dell’attuale filosofia Resmile.
Il workflow si è evoluto.
Sono nati nuovi protocolli.
Si sono aggiunte applicazioni indirette, veneerlay, tabletop, intarsi, restauri additivi completi e nuovi percorsi formativi.
Ma il principio è rimasto esattamente lo stesso.
Prima il progetto. Poi il trattamento.











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