Quando una tecnica entra nel confronto scientifico

Resmile è nato nello studio.
Non in laboratorio.
Non in università.
Non durante un progetto di ricerca.
È nato davanti ai pazienti.
Ogni limite incontrato durante una ricostruzione, ogni dettaglio difficile da riprodurre, ogni minuto trascorso a rifinire un restauro ha portato a una domanda semplice:
È possibile ottenere lo stesso risultato con maggiore controllo, maggiore precisione e minore dipendenza dall’abilità manuale?
Da questa domanda è nato un workflow completamente diverso.
Un metodo in cui la forma viene progettata prima della fase clinica, la stratificazione viene costruita all’interno del template e il trasferimento nel cavo orale diventa la naturale conseguenza della progettazione digitale.
Negli anni questo protocollo è cresciuto, è stato modificato, semplificato, testato su centinaia di casi clinici fino a trasformarsi in quello che oggi conosciamo come Resmile Digital Restorative Template (DRT).
Quando un metodo raggiunge una sufficiente maturità clinica, arriva però un momento importante.
Il confronto.
Per questo il protocollo è stato presentato al 33° Congresso Nazionale del Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Odontostomatologiche, attraverso un poster scientifico dedicato al workflow digitale delle ricostruzioni dirette anteriori in composito.
L’obiettivo del lavoro era descrivere un flusso operativo digitale che integra Digital Smile Design, pianificazione CAD, modelli stereolitografici e template termoformati sequenziali per aumentare la prevedibilità e l’accessibilità delle riabilitazioni estetiche dirette.
Il poster mette in evidenza alcuni principi che oggi rappresentano il cuore della filosofia Resmile:
- progettazione digitale del risultato prima del trattamento;
- controllo della forma attraverso template dedicati;
- stratificazione anatomica multi-massa inversa;
- gestione extraorale del composito prima del trasferimento;
- riduzione della dipendenza dall’abilità manuale dell’operatore;
- maggiore ripetibilità del risultato clinico.
Naturalmente un poster scientifico non rappresenta un punto di arrivo.
È un momento di confronto.
Significa esporre il proprio lavoro alla comunità scientifica, condividere un protocollo, discuterne i principi e aprire la strada a ulteriori sviluppi e validazioni.
Per noi questo rappresenta soprattutto una conferma della direzione intrapresa.
Perché crediamo che l’innovazione non debba limitarsi a creare restauri migliori.
Debba soprattutto rendere quei risultati più prevedibili, più ripetibili e più accessibili a un numero sempre maggiore di professionisti e, di conseguenza, di pazienti.
È questa, in fondo, la filosofia Resmile.
Non sostituire il clinico.
Ma fornirgli un metodo capace di valorizzarne le competenze, riducendo l’incertezza e aumentando il controllo in ogni fase del trattamento.

Lascia un commento